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Eseguire correttamente lo stretching sia prima sia dopo l’allenamento è fondamentale. Gli obiettivi sono: allungamento di muscoli e tendini, e maggiore ampiezza di movimenti. 

“Stretching” è un termine di origine anglosassone che significa stiramento o allungamento dei muscoli volto a garantire una migliore coordinazione e un’ampiezza dei movimenti. 

Lo stretching può essere svolto prima o dopo l’allenamento, per questo esistono due tipi di stretching: quello dinamico, che è consigliato nella fase del riscaldamento, e quello statico, che è ottimale nella fase durante il post allenamento. Alcuni studi suggeriscono che si ottengono maggiori benefici quando lo stretching viene effettuato con una temperatura corporea medio-alta, come nel periodo post-allenamento.

I sette grandi benefici dello stretching:

  1. Vantaggi sia per il sistema muscolare sia per quello tendineo, garantendo una migliore mobilità;
  2. La prevenzione di traumi muscolari o articolari;
  3. Maggiore “lubrificazione articolare”, per mantenenere giovani le articolazioni e rallentare la calcificazione del tessuto connettivo;
  4. Favorire la circolazione diminuendo la pressione arteriosa;
  5. Rilassamento muscolare grazie alla riduzione dello stress fisico;
  6. Aumento della capacità polmonare migliorando la respirazione;
  7. Maggiore consapevolezza del proprio corpo, delle proprie potenzialità e dei propri limiti.

Lo stretching può essere praticato da chiunque, in qualsiasi luogo e a qualsiasi ora. Compresa l’importanza di eseguire degli esercizi di riscaldamento e defaticamento con costanza, è bene sottolineare che lo stretching contrasta l’accorciamento dei tessuti, un fenomeno molto diffuso in età avanzata.

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